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13/10/02 n.1
D: 1. Alcuni
mesi fa ho sottoscritto una proposta di acquisto di un appartamento
per il tramite di un agente immobiliare. Nel modulo utilizzato,
alla voce trascrizioni ed iscrizioni pregiudizievoli, l'agente
immobiliare ha scritto, tranquillizzandoci sulla bontà
dell'affare, NULLA. La mia proposta venne poi successivamente
accettata dal proprietario dell'appartamento. L'accordo prevedeva
di riprodurre il contenuto della proposta in un ulteriore
Contratto Preliminare di Vendita redatto dal mio notaio di
fiducia. In tale occasione il notaio evidenziò che
l'immobile era gravato da due ipoteche di cui una ancora accesa,
ma a fronte di un debito precedentemente estinto ed una seconda
ipoteca a garanzia di un finanziamento di 52.000 € erogato
un mese prima. Sono rimasto sconcertato ed ho chiesto spiegazioni
all'agente immobiliare ed al proprietario che non hanno saputo
fare di meglio che accusarsi reciprocamente della mancata
informazione. Poiché il Proprietario venditore si era
rifiutato di lasciare in deposito al notaio, che avrebbe dovuto
accertarsi che venisse utilizzata per l'estinzione del debito
residuo, la somma che avrei dovuto versare in quel momento
il notaio ha consigliato un momento di riflessione. A questo
punto non ho firmato il nuovo contratto preliminare ed ho
chiesto alcuni giorni per meditare sull'opportunità
di proseguire nell'acquisto. Dopo avere riflettuto ho deciso
di rinunciare all'acquisto.
Conclusione: l'agenzia non mi ha restituito la caparra
e, anzi, ha girato il mio assegno alla parte venditrice (che
l'ha incassato) nonostante sulla proposta d'acquisto fosse
scritto che l'agente avrebbe "consegnato la caparra al
venditore al momento del compromesso" (che non c'è
stato). Alla mia minaccia di querela, l'agente ha risposto
sostenendo che gli accordi contrattuali prevedevano la consegna
della caparra al venditore e che comunque la colpa era mia
perché mi sono ritirato dall'affare che avrebbe potuto
concludersi senza rischio prima del rogito se solo mi fossi
fidato dell'agenzia. Come avrei potuto fidarmi di un mediatore
che mi aveva nascosto la verità e di un venditore che
si era rifiutato di estinguere subito, utilizzando l'acconto
prezzo da me versato, il suo debito. Avrei passato quattro
mesi in preda al panico e con il rischio che la banca, a causa
delle ipoteche esistenti, non mi concedesse il mutuo. Vorrei
sapere cosa ne pensate.
Rispondono: Roberto Maccaferri, presidente FIMAA Bologna
e Avv. Marcello Morace, consulente legale FIMAA
Il Suo caso fornisce lo spunto per affrontare numerosi aspetti
caratteristici di una compravendita immobiliare che verranno
trattati con il taglio di questa rubrica che si ripromette
di fornire consigli senza emettere sentenze per le quali sarebbe
necessaria un'analisi molto più approfondita degli
elementi. Indubbiamente, in base a quanto scrive, il problema
verte sulla mancata informazione preliminare, che Le era indubbiamente
dovuta, sull'esistenza di gravami sull'immobile che lei si
accingeva ad acquistare. La presenza di ipoteche a garanzia
di mutui o finanziamenti non sono infatti un problema di per
se, molto spesso infatti nelle compravendite immobiliari il
bene è gravato da un'ipoteca; l'importante è
saperlo al fine di poter attivare tutte le tecnicalità
necessarie al fine di ottenere entro la data fissata per il
rogito notarile l'assenso alla cancellazione del creditore,
solitamente una banca, che permetterà al Notaio di
effettuare la cancellazione dell'ipoteca in oggetto. Nel frattempo
Lei avrebbe potuto tranquillamente avviare una richiesta di
mutuo che la stragrande maggioranza degli istituti bancari
Le avrebbero concesso condizionatamente alla presenza appunto
dell'assenso alla cancellazione delle vecchie ipoteche. Non
siamo in grado di sapere chi dicesse il vero fra Agente Immobiliare
e Venditore, ma per saperlo sarebbe sufficiente leggere l'incarico
di mediazione sottoscritto dal proprietario che oltre a contenere
gli elementi identificativi dell'immobile e le condizioni
di vendita dell'appartamento dovrebbe evidenziare le eventuali
iscrizioni ipotecarie e/ le trascrizioni pregiudizievoli.
A nostro parere, a meno che Lei non avesse elementi tali da
farLe ritenere il venditore in malafede ed insolvibile, la
decisione di non procedere nell'acquisto è stata un
po' eccessiva, sarebbe stato sufficiente pretendere l'inserimento
nel Contratto Preliminare dell'obbligo da parte del venditore
di fornire, entro la data fissata per l'atto notarile, l'assenso
alla cancellazione delle ipoteche. Sarebbe interessante capire
se la proposta accettata fosse formalmente considerabile un
contratto preliminare di vendita (visto che ci parla di caparra
confirmatoria) o meno, comunque se gli accordi contrattuali
fossero esattamente come Lei gli ha descritti, sarebbe Suo
diritto pretendere almeno la restituzione della caparra, fatto
salvo una eventuale richiesta di risarcimento danni. Per evitare
che si ripetano situazioni simili o peggiori, ripetiamo alcuni
"consigli per l'uso": pretenda sempre di conoscere
se il mediatore è regolarmente iscritto negli appositi
Ruoli della C.C.I.A.A., se è provvisto di regolare
attestato assicurativo contro i rischi professionali (obbligatorio
per legge), se è stato incaricato e come (per iscritto,
in esclusiva?) della vendita dal proprietario, quale attività
istruttoria ha svolto per reperire gli elementi tecnico-legali-notarili
relativi all'immobile in oggetto, che la sua prossima proposta
d'acquisto contenga la chiara indicazione delle modalità
con cui verrà consegnata al promittente la vendita
(dopo l'accettazione) la caparra confirmatoria e che tale
proposta venga controfirmata dal mediatore.
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