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24/11/02 n.3
D: 3. Sono
stato in affitto per alcuni anni in un appartamento; durante
la mia permanenza ho effettuato alcune opere per migliorare
l'immobile. Quando ho lasciato la casa, il proprietario non
ha voluto corrispondermi alcuna indennità perchè nel
contratto era presente una clausola che escludeva tale ipotesi
ribadendomi quindi che nulla mi era dovuto. Una clausola
del genere non può essere considerata vessatoria?
Risponde: Avv. Marcello Morace, consulente legale FIMAA
La clausola richiamata dal lettore e cioè la non corresponsione
da parte del locatore di alcuna indennità a fronte
delle migliorie apportate dal conduttore, è spesso
prevista nei contratti di locazione.
In linea generale si considerano vessatorie quelle clausole
che costituiscono una limitazione di responsabilità per
un contraente o che ne ledono i diritti in confronto ad un
altro. Seguendo questo concetto, capisco che per un profano
una clausola del genere possa sembrare vessatoria, ma la
mancata indennità per i miglioramenti è in
realtà prevista dalla legge e precisamente nel codice
civile all'art. 1592 che prevede però, in caso di
consenso del locatore all'opera, che venga corrisposta al
conduttore un'indennità corrispondente alla
minor somma tra l'importo della spesa ed il valore
del risultato utile al momento della riconsegna.
Su questo tema, di recente, si è pronunciata anche
la Corte di Cassazione con la sentenza del 18 luglio 2002,
n. 10425, che ha confermato il mancato diritto, se non autorizzata,
all'indennità per i miglioramenti.
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