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12/01/03 n.3
D: 3. Debbo
rogitare un appartamento, situato nella zona collinare della
città, che è stato oggetto di un condono edilizio
per opere realizzate, a suo tempo, senza le necessarie autorizzazioni
edilizie. Il mio Notaio ha riscontrato l'incompletezza
della pratica di condono in quanto manca il nulla osta della
Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio.
È soltanto una formalità o ha un significato
anche sostanziale?
Risponde: Roberto Maccaferri, presidente FIMAA Bologna
Evidentemente l'unità immobiliare deve essere
situata in zona di Tutela Paesistica o deve essere un edificio
di rilevanza architettonica o storica per avere la tutela
della Soprintendenza. In tal caso le pratiche di richiesta
di condono edilizio dovevano seguire un iter che prevedeva
l'inoltro della pratica presso l'Ente tutelante
che, una volta valutata la natura e l'entità dell'abuso,
aveva la facoltà di rilasciare o meno il nulla osta
senza il quale la cosiddetta Concessione in sanatoria non
poteva venire rilasciata dal comune.
I casi possono essere
due o la Soprintendenza ha richiesto un supplemento di documentazione
per meglio valutare la posizione o peggio per un motivo che
non posso immaginare non gli è mai pervenuta la copia
dell'istanza di condono.
In entrambi i casi è opportuno
adoperarsi per ottenere, prima della stipulazione, il suddetto
nulla osta è tutt'altro che una formalità,
esso determina la legittimazione o meno degli abusi effettuati;
la conseguenza di un diniego dello stesso è la rimissione
in pristino dell'immobile.
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