|
20/04/03 n.4
D: 4. Sono
proprietario di un terreno con un indice di edificabilità residenziale
molto elevato. Non capisco come mai nelle trattative per
la sua vendita alcuni interlocutori considerassero il valore
unitario della superficie edificabile inferiore a quello
di terreni analoghi ma con bassi indici di edificabilità ?
Risponde: Roberto Maccaferri, presidente FIMAA Bologna
Gli interlocutori a cui Lei fa riferimento sono indubbiamente
operatori attenti e sensibili alle significative mutazioni
delle aspettative degli utenti del mercato immobiliare residenziale.
La propria abitazione viene e verrà sempre più vissuta
in maniera molto diversa da come avveniva dal dopoguerra
ad oggi. Stanno cambiando le abitudini e con l'avvento
della telematica, molte attività potranno essere svolte
da casa riducendo di fatto la necessità di spostamento
sul luogo fisico di lavoro, è sempre più richiesto,
fortunatamente, un rapporto equilibrato con la natura e quindi
di spazi verdi. Tutto questo condiziona pesantemente la produzione
di alloggi rendendo spesso inopportuno costruire in quantità a
favore della qualità. Penso che sia per questo motivo
che la valutazione economica dell'area si sia basata
non tanto sui metri quadrati che si potevano urbanisticamente
realizzare, quanto sulla superficie massima sostenibile da
un'ipotesi di progettazione in linea con gli indirizzi
del mercato.
|