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25/05/03 n.2
D: 2. Ho
comprato un appartamento nel 1999 godendo delle agevolazioni
prima casa, lo venderò quest'anno per riacquistare
una prima casa in un altro Comune dove sono già residente.
Non mi ricordo per quanto tempo ho tenuto la residenza nell'immobile
acquistato; quanto tempo era necessario per non cadere nella
presunzione di speculazione?
Risponde: Paolo Magnani, notaio in Bologna
La rivendita nel quinquennio di un immobile determina due
ordini di conseguenze fiscalmente negative per il contribuente:
1)
se l'acquisto era stato effettuato richiedendo le
agevolazioni "prima casa" è dovuto il
7% sul valore precedentemente dichiarato (differenza tra
l'aliquota ordinaria e quella agevolata delle imposte
di registro, ipotecaria e catastale) più una sopratassa
pari al 30% del 7% di cui sopra;
2) indipendentemente dall'acquisto "prima
casa", va denunciata nella dichiarazione IRPEF la "plusvalenza",
ossia la differenza tra prezzo di acquisto e di rivendita.
La
decadenza dalle agevolazioni "prima casa" di
cui al punto 1), indipendentemente dal periodo di residenza,
non si verifica in caso di riacquisto di immobile da adibire
ad abitazione principale entro un anno dalla rivendita, riacquisto
che consente inoltre di recuperare l'imposta precedentemente
pagata sotto forma di credito sull'imposta da pagarsi
nell'acquisto successivo; la tassazione della plusvalenza
di cui al punto 2) non è effettuata se l'immobile
per la maggior parte del periodo intercorso tra l'acquisto
e la cessione sia stata adibita ad abitazione principale
del cedente o dei suoi familiari: se la rivendita avviene
dopo quattro anni, occorre quindi che il cedente o i suoi
familiari abbiano tenuto la residenza nell'immobile
per più di due anni.
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