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06/07/03 n.3
D: 3. Da
tempo ero alla ricerca di un ufficio in affitto e ne avevo
parlato con diversi amici. Un giorno sono stato contattato
da un consulente finanziario, comune conoscente, che avendo
saputo della mia necessità mi ha segnalato un'opportunità che
poi si è rivelata idonea alle mie esigenze. Con il
proprietario, senza alcun tipo di assistenza di chi ci aveva
presentato, abbiamo concluso il contratto di locazione. A
distanza di alcuni mesi ho ricevuto una fattura da un'Agenzia
Immobiliare che richiedeva il pagamento di una provvigione
in quanto la persona che mi aveva presentato l'opportunità,
pur non essendo iscritto al Ruolo della C.C.I.A.A. , era
socio di capitale dell'Agenzia Immobiliare e quindi
era intervenuto in nome della stessa. È una richiesta
legittima?
Risponde: Roberto Maccaferri, presidente FIMAA Bologna
Innanzitutto colgo l'occasione per ribadire l'importanza,
da parte degli utenti del mercato immobiliare, di pretendere
chiarezza dagli interlocutori che si attivano per favorire
la conclusione di contratti siano essi di locazione o di
compravendita. Occorre sempre pretendere che venga esibito
il patentino abilitativo rilasciato dalla C.C.I.A.A. che
consente l'esercizio della professione di mediatore.
Per ottenere quell'abilitazione gli agenti immobiliari
debbono frequentare un impegnativo percorso formativo, che
a Bologna è di 200 ore, per poi accedere ad un esame.
I professionisti in regola saranno ben felici di ricevere
una tale richiesta!
Venendo al Suo caso, senza considerare la mancanza di chiarezza
sulla presunta veste di mediatore del suo conoscente consulente
finanziario, debbo dirLe che il diritto alla provvigione,
in base alla Legge 39/89 è riservato esclusivamente
agli agenti d'affari in mediazione regolarmente iscritti
ai Ruoli della C.C.I.A.A. che in base all'art. 18 della
Legge 57/2001 debbono essere in possesso di idonea assicurazione
a copertura dei rischi professionali ed a tutela dei clienti
e non possono svolgere contemporaneamente alcun tipo di attività in
qualità di dipendente, professionale od imprenditoriale
in settori diversi dalla mediazione.
Per chi esercita abusivamente
la professione sono poi previste dalla Legge 39/89 sanzioni
anche penali.
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