Compravendite.
Per gli operatori i prezzi del 2003 andranno al passo con l'inflazione.
Il secondo semestre 2002 aveva già registrato
i primi raffreddamenti
Compravendite sempre con il vento in poppa, prezzi
al passo con l'inflazione: per gli agenti immobiliari il 2003 si
annuncia a tinte rosee. Secondo le previsioni di Alberto Pizzirani,
presidente della Fimaa, Federazione dei mediatori e agenti in affari, «Anche
il 2003 sarà buono, con un numero di compravendite quasi
uguali all'anno scorso». «Forse non si rivolgerà all'immobiliare
chi è ancora finanziariamente impegnato con la Borsa - continua
-. Prevedo un minimo rallentamento nel primo semestre, che potrebbe
però essere recuperato facilmente nel secondo se l'economia
dovesse migliorare un po'». Sui prezzi Pizzirani è più prudente: «Non
saliranno, eccetto il caso di alcune pezzature di pregio. E non
credo al boom degli acquisti da parte di lavoratori extracomunitari;
mi sembra ancora troppo presto perché in molti riescano
a dare sufficienti garanzie alle banche».
Per Romolo Ferrario, vice presidente Fiaip, Federazione
degli agenti immobiliari professionali, il residenziale non subirà crescite
ma neppure cali, «con alcune possibili eccezioni nei centri
storici delle città minori, che non siano città d'arte,
dove i prezzi sono cresciuti all'inverosimile: Bolzano non può essere
a 7mila euro se Milano è a 9mila». Qualche preoccupazione,
secondo Ferrario, tocca il settore terziario: «Alcuni grandi
gruppi hanno fatto importanti acquisizioni nel 2002: se quest'anno,
per esempio, Pirelli dovesse decidere di mettere sul mercato immobili
comprati con acquisti piuttosto aggressivi, e a prezzi eventualmente
inferiori alle sue aspettative, i contraccolpi sul comparto si
farebbero sentire».
Le tre città. Il 2002, comunque, almeno
nelle tre città oggetto dell'indagine di oggi, si è concluso
in positivo, anche se nel secondo semestre si sono già registrati
i segni di un rallentamento dell'euforia dei prezzi. A Trieste
situazione stazionaria in centro, tranne che per case signorili.
In semicentro aumenti. medi del 3-4%, come anche in periferia.
A Bologna, quartiere Galvani, rispetto al primo
semestre 2002 va registrato un incremento dei prezzi mediamente
del 3%, con punte maggiori per gli stabili di pregio. Nelle zone
periferiche l'incremento è stato quasi nullo.
Nel centro storico di Catania la situazione è più interessante:
nell'ultimo semestre gli aumenti hanno raggiunto anche il 10% per
alcune zone e tipologie e anche in periferia la crescita è stata
sensibile.
Crescono gli affitti. Fra le questioni sul tappeto
negli ultimi giorni va registrato il monitoraggio sugli affitti
condotto dal Sunia (sindacato inquilini) e disponibile sul sito
www.sunia.it: il 50% dei mille intervistati in tutta Italia pagherebbe
oltre 516 euro al mese, con un incremento medio dei canoni del
16% su base annua. Un dato seccamente smentito dai piccoli proprietari
dell'Uppi, che contesta i metodi di rilevazione e indica aumenti
dal 7 all'11% nelle città e solo per le locazioni "libere".
pagina a cura di
Saverio Fossati
Antonio Schembri
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BOLOGNA
Domanda alta anche verso l'hinternand
Dopo il grande dinamismo
e i prezzi in ascesa dei 2001 e dei primo semestre 2002, la crescita
del mercato immobiliare di Bologna ha cominciato a frenare dalla
scorsa estate e, soprattutto sul fronte dei residenziale, manifesta
una tendenza a stabilizzarsi.
«Se qualche rincaro
c'è stato nell'ultima parte dell'anno, ha riguardato solo
le zone pregiate dei centro storico, e non ha superato il 3 per
cento» dice Roberto Maccaferri, della Fimaa. Costante anche
la domanda «sebbene - afferma Laura Clò, della Fiaip
- in certe zone abbia mostrato valori anche inferiori rispetto
alla prima parte dell'anno scorso».
Il 2002 è stato però un
anno complessivamente positivo. «Nel confronto con il 2001
precedente abbiamo riscontrato un 4% in più sul volume
di compravendite - dice il segretario nazionale dell'Uppi, Alberto
Zanni -. Ed è cresciuto anche il numero dei proprietari
di case».
Di veri ribassi, però,
non sembra si possa parlare: per gli operatori le cause sono
la crisi della Borsa e la crescita dei costi dei materiali edilizi.
Per Amedeo Corbi di Tecnocasa «il livello di richieste
si mantiene elevato». Richieste che puntano soprattutto
al centro e al sud della città per mono o bilocali, e
verso l'hinterland dove prosegue l'espansione edilizia a ritmi
serrati.
In via di ultimazione quasi
tutti gli interventi di riordino urbanistico. «Quello più massiccio,
nella zona fieristica - dice l'assessore comunale all'Urbanistica
Carlo Monaco - immmetterà 350 nuovi alloggi da locare
con canoni concordati con il Comune».
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